HACCP, igiene
degli alimenti

Biomed Studio grazie anche alla sua fitta rete di esperti collaboratori, offre un servizio personalizzato e completo sulla gestione dell’IGIENE ALIMENTARE e nel campo della SICUREZZA ALIMENTARE. 

Si propongono soluzioni pratiche e semplici che possano allo stesso tempo soddisfare le normative cogenti o volontarie senza inutili appesantimenti documentali. I servizi sono pensati e personalizzati in base alle richieste dei clienti.

Di seguito un elenco indicativo e non esaustivo dei servizi offerti:. Di seguito un elenco indicativo e non esaustivo dei servizi offerti:

Il controllo della corretta manipolazione degli alimenti lungo tutta la filiera, dalla produzione alla conservazione fino alla vendita ovvero al suo stoccaggio, è un obbligo a carico del datore di lavoro che si traduce in valutazione dei rischi, formazione obbligatoria per sé e suoi dipendenti, analisi di laboratorio e appunto redazione del manuale HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

Il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla
fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori aggiorna
e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti.
Lo scopo di tale innovazione è quello di tutelare ulteriormente
la salute dei consumatori e assicurare un’informazione chiara e
trasparente. Il Regolamento introduce alcune importanti novità.
Altro aspetto importante dell’etichettatura degli alimenti sono
le indicazioni nutrizionali e sulla salute (claims), disciplinate
dal Regolamento (CE) 1924/2006 relativo alle indicazioni
nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari.

L’esportazione degli alimenti sta diventando un mercato sempre più importante per le aziende Italiane, vuoi per un mercato interno che si trova da anni nel mezzo di una crisi, vuoi per una alta percezione della qualità dei nostri prodotti all’estero.
Nasce quindi l’esigenza di sviluppare etichette per mercati in espansione, quali quello asiatico o sudamericano, e la necessità di dover conciliare normative così diverse in uno stesso packaging.

In questa ottica si inquadrano i nostri servizi relativi alla commercializzazione di alimenti verso i mercati esteri, al fine di conciliare il più possibile le richieste dei clienti con le prescrizioni normative.

L’applicazione di un sistema di gestione della qualità e l’ottenimento della certificazione volontaria permettono di sistematizzare e standardizzare i processi di erogazione del servizio o dei processi legati al prodotto, garantendo un risultato di “qualità”. Di seguito alcuni vantaggi della certificazione:
– aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’Organizzazione attraverso una rivisitazione dei processi produttivi e delle dinamiche organizzative. Migliorare continuamente significa ottimizzare le operazioni e quindi ridurre i costi;
– miglioramento nel tempo dei livelli di qualità del prodotto/servizio erogato;
– ottenere riconoscimento del mercato attestando la capacità dell’azienda di garantire standard di qualità elevati sia nel proprio mercato di appartenenza che nel caso in cui si affacci su nuovi mercati.
– rendere la propria organizzazione più competitiva anche nell’ambito di gare d’appalto: l’essere in possesso di un certificato di qualità risulta molto spesso essere un valore aggiunto nella scelta del proprio fornitore;
– monitorare la soddisfazione dei propri clienti (Customer Satisfaction) ed in seguito migliorare i propri processi al fine di aderire alle sue richieste ed esigenze. Tutto ciò è garanzia di un business sostenibile;
– lavorare efficacemente con i proprio stakeholder;
– valutare e monitorare la filiera della supply chain, garantendo la collaborazione con soli fornitori selezionati (Audit di seconda parte).

La certificazione biologica viene assegnata dall’Unione Europea, la quale stabilisce quali sono le regole e le tecniche di coltivazione da seguire. L’etichetta che designa un prodotto come biologico è nota come “Euro-leaf” (che potete vedere qui a sinistra), obbligatoria dal 1 luglio 2010 in base al Reg. CE n. 271/2010.
Per poter ottenere la certificazione, degli enti di controllo designati devono verificare che le direttive UE vengano applicate nel modo corretto.
Le condizioni da rispettare sono le seguenti:
– il 95% degli ingredienti di origine agricola proviene da agricoltura biologica;
-la confezione riporta i nomi del produttore e del venditore e il codice dell’organismo che si è occupato di controllare l’ultima operazione prima della messa in vendita;
– i due cicli produttivi biologico e convenzionale sono stati separati, anche durante il trasporto;
-il prodotto è stato analizzato presso laboratori che operano con metodi analitici ad alta sensibilità.

Contrariamente a quanto previsto per i prodotti BIO, non esistono disposizioni obbligatorie o norme di legge per i prodotti Vegan. La certificazione di un prodotto Vegan si basa su regole stabilite da privati quali imprese, organizzazioni, associazioni, enti di certificazione, ecc., che le aziende sono tenute ad osservare al fine dell’ottenimento e dell’utilizzo del marchio di riconoscimento Vegan per un determinato prodotto.
L’insieme di regole e procedure è generalmente contenuto in disciplinari tecnici/standard la cui osservanza da parte delle imprese è spesso (ma non sempre) affidata a enti di certificazione incaricati dal proprietario del marchio.
L’iter certificativo per un prodotto Vegan, pertanto, dipende dal marchio Vegan che l’impresa alimentare sceglie per il proprio prodotto.
Esistono diversi marchi di riconoscimento di prodotti Vegan, ciascuno con un proprio disciplinare; in alcuni casi il rispetto del disciplinare è autocertificato dall’impresa alimentare stessa, in altri invece, sottoposto a verifica da parte di strutture terze/enti di certificazione incaricati dal titolare del marchio.

Halal in arabo significa “lecito” e la certificazione Halal attesta che i prodotti, nei settori agroalimentare, cosmetico, sanitario, farmaceutico, finanziario e assicurativo, siano conformi alla dottrina islamica. Si tratta dunque di una certificazione di qualità, di filiera e di prodotto. Nel settore alimentare, la certificazione Halal garantisce che i cibi, oltre a essere conformi alle normative italiane ed europee in tema di igiene e sicurezza, siano preparati secondo le regole della sharia. Per esempio la carne, esclusa quella di maiale che è proibita, va macellata secondo un preciso rituale e le bevande non devono contenere alcol.

Gli audit a fornitore sono uno strumento utile per la valutazione della catena di fornitura, per il monitoraggio nel tempo del mantenimento dei prerequisiti standard prefissati e per una selezione preliminare dei fornitori.

La Gap Analysis consiste nel verificare lo scostamento di un’organizzazione rispetto ad un dettame normativo (DLgs. 231/2001, DLgs. 196/2003, DLgs. 81/2008, DLgs. 152/2006, etc.) e/o ai requisiti di uno standard internazionale (ISO 9001, ISO 14001, BS OHSAS 18001, SA 8000).

Della categoria MOCA fanno parte tutti i materiali e gli oggetti che sono destinati ad entrare a contatto con gli alimenti e le bevande. Come tali stanno avendo negli ultimi anni grande attenzione da parte delle autorità e delle aziende produttrici.
La loro produzione, come per gli alimenti, deve prevedere l’applicazione di buone pratiche di fabbricazione. Per fornire sempre maggiori garanzie ai clienti utilizzatori di MOCA e distinguersi nel mondo dei produttori di imballi primari, le aziende produttrici si stanno affacciando sempre di più anche al mondo delle certificazioni volontarie, specifiche in questo settore (per esempio BRC Packaging).

Supporto per analisi chimiche e microbiologiche su campioni di acqua di ogni tipologia per la verifica di conformità ai limiti previsti dal D. Lgs. 31/01; consulenza ed analisi su acque potabili, reflue, di falda/pozzo, acque scenografiche, acque da piscina. Le analisi sono rivolte sia alle aziende che forniscono acqua a terzi, sia ai privati che volessero accertarsi della qualità dell’acqua utilizzata in casa o l’efficienza di un impianto di trattamento. La consulenza consiste in: campionamento, predisposizione piani e programmi di campionamento, controllo e gestione impianti di trattamento, analisi chimiche e microbiologiche.

Si eseguono campionamenti ed analisi di acque e aria di impianti potenzialmente a rischio Legionella. Il servizio è rivolto alle strutture sia pubbliche che private dotate di impianti che comportano il riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione. La ricerca di Legionella è pertanto rivolta ad albergatori, gestori di strutture turistico ricettive, nosocomiali, strutture di riposo per anziani, impianti sportivi, centri benessere, strutture ad uso collettivo (ricoveri, teatri, cinema, centri commerciali, ecc), studi dentistici, ecc. A richiesta del committente, il servizio di campionamento ed analisi può essere integrato da una relazione tecnica di valutazione del rischio legionellosi redatta ai sensi del D. Lgs 81/08 e s.m.i.

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